Piove grigio, oggi, e tra un’ora sarò dalla bambina, a fare ripetizioni: più altro, in realtà, le leggerò i libri di Roald Dahl e proverò a metterle in testa che Lady GaGa è una cretina (impresa non semplice). Mi pagano pure, per farlo. Novembre gocciola via con questo diluvio ostinato, domani si spalancherà dicembre, poco tempo a Natale, già le luci graffiano vetrine e cieli: però non mi sento ancora in atmosfera. È un periodo stranito, non strano. Sono felice, ma in un modo insolito: mi sento disorientata da presenze calde e assenze altrettanto palpabili, da un’università in standby, traslochi un po’ malinconici, amici annichiliti dal dolore che non so come aiutare, istinti di scrittura senza incalanature disciplinate, progetti abbozzati sul retro di depliant (che finisco sempre per buttare); disorientata dal bisogno di avere uno spazio elastico, un contenitore immenso, un’incertezza piena di respiro. Accendo incensi in una camera che presto non sarà più mia, e cerco d’immaginare la neve. Un anno fa ero a Cardiff, in un tumulto di vita e colore e incontri speciali: già un anno. E quanto è imploso, in quest’anno lunghissimo. Ora provo un amore nuovo, denso, che è lo stupore di fronte a un incontro inaspettato, che per una volta riesce a tenermi ferma, a placarmi, con tutta la dolcezza di cui è capace: come raddrizzare la pioggia; eppure è capitato. Intanto continua a piovere grigio, in questo schifo di pianura, ma per fortuna continuano anche a capitare i libri, i viaggi, il vino, i concerti. Capitano le giornate in spiaggia, a sbirciare com’è il mare d’autunno, capita un parquet nuovo da calpestare a piedi nudi, il parlare di Charlie Chaplin – al centro per i prelievi – con un’infermiera. Probabilmente, per avere un futuro in questa meravigliosa Italia, dovrò fare il parlamentare o il trans (una bella lotta), però, oggi pomeriggio, nonostante il tempaccio, mi verrebbe voglia di berci su un bicchiere di tequila e crogiolarmi nell’idea che, comunque vada, avrò un’ora per insultare Lady GaGa: sono soddisfazioni. E io sono pioggia raddrizzata.











