Kurt’s Sweater
Febbraio 5, 2008
Ieri mi è tornato un mente un recente Mtv Unplugged, visto una sera di qualche settimana fa, sprofondata nel divano, un mal di testa feroce a spegnermi il cervello. Era sui Nirvana, c’erano un palco pieno di fiori, Kurt Cobain bello e triste, con un maglione verde addosso e la bottiglia di birra accanto allo sgabello. Avrà sorriso tre volte in tutta l’esibizione. Esibizione datata 1993: non molto tempo dopo si sarebbe sparato in testa. Mi è rimasta la sensazione di quel maglione verde che doveva pungere un sacco, la melodia vagamente martellante di Where did you sleep last night, il pubblico composto, la fatica dei sorrisi di Cobain. Ho pensato che alla fine è così, siamo quello che facciamo punto e basta. E questo futuro che non inizia – come saggiamente ha scritto un’amica – acuisce il sentore che la strada sia troppo stretta, troppo dritta, troppo programmata. Ho pensato che dopotutto è vero quello che un film ha detto, e cioè che la vita è tutto un fottuto concorso di bellezza dopo l’altro. Ho voglia di buttare via i tacchi su cui inciampo, i pezzi di carta senza cui, per tanta e troppa gente, non si vale assolutamente niente e che imbrigliano di inerzia e attesa giorni, ore, minuti. La gratitudine verso il privilegio c’è, ma lo smarrimento ha imparato ad essere acuminato quasi quanto credevo fosse il buon senso. Un po’ sarà il Paese dove vivo, dove tutto è bello e tutto è inutile, dove tra meno di tre mesi andremo a ipotecare ancora il futuro. Un futuro che sembra ripetersi di continuo: stesse facce, stessi problemi. Di buono c’è che oggi ho imparato a fare la torta ai Mars, da più di tre giorni non associo l’idea di prendere il volo con quella di non tornare più e il sole, stamattina, ha sfilacciato nebbia e pioggia. Di buono c’è che la rabbia vince di ferocia sullo sconforto: stanca davvero di essere stanca. Sono quello che faccio, e ho paura che se non potrò più farlo smetterò di essere chi sono.
Ma dovranno prendermi e infilarmi a forza il maglione verde di Kurt Cobain per costringermi.
E io corro veloce.
Molto più di tutti loro.







Febbraio 5, 2008 at 7:48 pm
“my girl, where will you go? I’m going where the cold wind blows “ così cantava cobain… e il vento freddo l’ha proprio travolto..tu tesora “corri veloce” e hai tutta la forza e caparbietà per disegnare e accogliere il tuo futuro nonostante appaia incerto e inafferrabile, alla facciaccia di tutte le crepe scricchiolanti di questo paese
tivibbì vale
Febbraio 6, 2008 at 4:24 pm
per me gioca tutto intorno al futuro che ahimè mi appare molto vago e indecifrabile. così spesso mi rendo conto di quanto sono scema a perdermi tutto il bello del presente….in funzione di qualcosa che (se ci sarà) sarà solo il frutto di mille rimpianti.cavolo, sarà mica depressione questa?!?!
Febbraio 6, 2008 at 7:22 pm
hai proprio ragione!l’unico modo per non perdersi in qst pensieri è nn pensare e affidarsi a lavoretti come la torta al mars!!almeno il risultato dello sforzo si vede subito!!infatti io mi sto tenendo occupata con lavoretti del genere e turni di baby sitter col nipotino..nn è molto…ma quanto meno ti lasciano il tempo di prendere fiato!
Febbraio 7, 2008 at 5:22 pm
sfido chiunque ad avere vent’anni e a non sentirsi persi..
(comunque, nonostante i nirvana siano tra i gruppi più sopravvalutati della storia -ops, nota polemica-, kurt incarna l’essenza del mal di vita, giovane, incompreso, troppo pieno di vita per riuscire a goderne fino in fondo..)
Febbraio 7, 2008 at 5:25 pm
concordo appieno …
Febbraio 7, 2008 at 7:06 pm
*fabrizia sospira*
Avremo sempre maglioni puntuti e soffocanti, fino a capire che il prurito peggiore viene dalla pelle. Una volta capito questo, cercheremo maglioni, di sicuro più scomodi, ma che almeno coprono qualcosa.
E’ inutile dirti quanto mi vedo nelle tue parole.
Che dire, viva la torta al mars, e la marmellata, e le finestre sulla neve e le mutande strette e i pomeriggi al centro commerciale. Chi non si distrae è morto.
Sei una bella persona
e scivi daddio **
Febbraio 7, 2008 at 7:58 pm
sai che ho appena notato (sono un po’ stordita
) che hai un blog?

Ci ho fatto una capatina, mi sa che dovrai rassegnarti alle mie visite e ad avere un posto nel mio blogroll …
Grazie per le belle cose che scrivi!
Ricambio ogni cosa, come sai.
Piacevole il senso di comunanza.
Febbraio 7, 2008 at 8:35 pm
politica & nirvana.
consiglio vivamente di leggere i diari di kurt, in cui diceva spesso una cosa che mi trova pienamente d’accordo: “cambiare il sistema da dentro”.
già… da dentro! inutile manifestare nelle piazze, scrivere mail e volantini di propaganda contro questo e quello. sarebbe il caso di entrarci nel sistema, e provare a cambiarlo. o al limite farlo collassare. no?
bye.
gabriele
Febbraio 7, 2008 at 8:39 pm
anna,
non credo che i nirvana siano sopravvalutati.
è vero che la fine di kurt abbia inciso pesantemente sul loro successo, ma è anche vero (e universalmente riconosciuto) che hanno cambiato la musica rock segnando un confine netto.
pre-nirvana è diverso da post-nirvana, te lo assicuro.
nel bene e nel male.
bye.
gabriele
Febbraio 8, 2008 at 7:48 pm
Ma scusa Ross, secondo te Kurt doveva cantare quelle canzoni col sorriso stampato in faccia? Che senso avrebbe? L’interpretazione delle canzoni perderebbe di significato!
E comunque è vero. I Nirvana se presi in disparte non erano meglio di Soundgarden, Alice In Chains e Pearl Jam. Solo che più di ogni altro hanno raccolto il grido di una generazione di disgraziati. Una generazione che non è molto diversa dalla nostra. Intrappolata tra mille fregature e speranze di cartone.
Prendi me ad esempio: ho 20 anni e non ho ancora fatto niente! E voglio vedere quando riuscirò a costruirmi una vita tutta mia!
Severgnini ha ragione: “C’è gente che si addormenta a 20 anni per risvegliarsi, forse, a 50…”
Febbraio 8, 2008 at 7:54 pm
mica pensavo che Kurt avrebbe dovuto sorridere: era solo una considerazione.
Sai, fa un certo effetto guardarlo ora e pensare che si sarebbe ammazzato poco dopo …
ad ogni modo tu non dermordere: e se ti si chiudono gli occhi, pensa a Severgnini,
Febbraio 10, 2008 at 5:13 pm
uh, torno qua per puntualizzare.
ho ascoltato tanto i nirvana nella mia prima adolescenza e devo a loro moltissimo! canto in un gruppo rock e cerco di farmi, in materia,un abbozzo di cultura musicale. non metto in dubbio l’imporanza che hanno avuto, anzi, il grunge è opera loro, non hanno spianato nessuna strada, ne hanno proprio aperta una loro.
non volevo essere polemica su quanto hanno fatto (anche perchè rinnegherei uno dei gruppi che mi hanno “musicalmente” formata), mi infastidisce la continua attenzione, quasi morbosa, alla morte di kurt, alla strumentalizzazione del dolore di un uomo che soffriva, alla conseguente celebrazione del gruppo nell’olimpo dei grandi. un po’ come è successo a jeff, bello e dannato allo stesso modo, e rimasto famoso, più che per i brividi della sua voce, per sfiga della sua morte (nel suo caso accidentale).
i nirvana musicalmente non erano neanche dei grandiosi musicisti, è quello che volevano dire che ha fatto la storia, il loro creare senza sapere che stavano facendo qualcosa di nuovo, il loro essere dissacranti e inconsapevoli, e per questo originali e senza precedenti.
lo ammetto, quando vedo le ragazzine che si appendono il poster di kurt in camera mi innervosisco, mi chiedo, un po’ cattiva, cosa ne sappiano di quel volto, bello e sofferente, che si sforza di sorridere.
ecco, forse più che sopravvalutati (questo forse proprio a livello tecnico: non erano certo dei mostri, ma reputo la cosa di poca importanza), sono stati spesso fraintesi, definiti “grandi” senza essere stati compresi. è questo che mi innervosisce.. non che io mi reputi la paladina di ciò che volevano dire, ma almeno ci provo, li ho ascoltati e tenuto per me le sensazioni. non so se tutti lo fanno.
scusate il messaggio prolisso ma ci tenevo a puntualizzare!
comunque ross.. hai celebrato kurt con la tua solita delicatezza, grazie del bellissimo ritratto..io me lo immagino così.
Febbraio 11, 2008 at 12:28 am
uh, anna, ri-puntualizzo anch’io:
volevo mica polemizzare niente, anche perché quello che dici è verissimo, e sono perfettamente d’accordo con te. sulla morte di certi personaggi ci si specula mica male. fai giustamente l’esempio di j. buckley, che ha composto per pochi anni prima di morire eppure ogni tanto sbuca un suo nuovo cd (raccolte, live, etc. etc.), il mito cresce e gli incassi anche.
del resto mi piacerebbe fare una statistica e vedere quanti di quelli che mettono una maglietta rossa col faccione di guevara ne conoscono la storia o le azioni. per non parlare, ritornando al campo musicale, di morrison! è diventanto l’idolo di ubriaconi e gente che con lui, probabilmente, non potrebbe spartire nemmeno la stessa aria che ha respirato.
concludo, anna, chiedendoti il favore, visto che mi pare che tu di musica forse ne sappia qualcosa, di catechizzare un pochino la nostra cara ROS, che ogni tanto mi salta fuori con certe uscite (tipo quel piacione di j.blunt o i negramaro!)
io sto cercando, piano piano, di consacrarla al sacro fuoco del rock, ma lei sembra un pochino restia. però vedo dei cambiamenti, se non altro nel modo di vestire (l’ho beccata un paio di volte con cintura borchiata e cravatta punk… eh…eh…)
buona settimana.
gabriele
Febbraio 11, 2008 at 10:58 am
1) io non vengo catechizzata da niente e nessuno
(includo la kefiah palestinese)
2) musicalmente sono onnivora e senza pregiudizi, a differenza di qualcuno
3) mi sono sempre vestita come mi pare, compresi modi in cui non mi hai mai visto e non potresti nemmeno immaginare
4) “ROSS” va con due esse
Febbraio 11, 2008 at 12:03 pm
uh-uh…
indagherò in merito…
gabriele
p.s. grazie del link, quando ci becchiamo su msn sarai tu a spiegarmi (io mi lascio catechizzare…eh…eh…).
Febbraio 12, 2008 at 12:30 pm
Se non fate i bravi chiamo il preside
Febbraio 13, 2008 at 2:34 pm
ross non va catechizzata! la musica è quanto di più libero esista, e se vuole ascoltare i negramaro, che lo faccia pure!
) mi infastidisce chi crea pregiudizi anche da questo punto di vista.. musica è libertà, è banale ma è così, non mi va di condannare nessuno, fruitore o compositore che sia.
è ovvio che per me ci sia in giro tanta spazzatura, ma non mi chiudo la mente per questo: continuo a emozionarmi con de andrè e cat stevens, ma posso dire che trovo deliziosa la ventiduenne l’aura, e immensamente talentuoso damien rice. senza sentirmi un’eretica.
comunque non sottovaluterei la profondità di ross: ben pochi esseri al mondo sanno ascoltare cohen e comprenderne la malinconia senza affondare nella depressione. lei lo sa fare..
Febbraio 13, 2008 at 3:59 pm
ragazze, era una battuta!
del resto conosco gente che ama nino d’angelo e nonostante ciò continuo a rivolgergli la parola…