Proposte indecenti

Marzo 5, 2008


Due giorni fa, una nota associazione culturale (non farò nomi) mi ha contatto telefonicamente (il mio numero di cellulare gira un po’ troppo facilmente per i miei gusti). Scopo della cortese telefonata era comunicarmi che ero tra i fortunati giovani, scelti per meriti di vario genere, che avrebbero avuto l’occasione di partecipare agli esclusivi corsi di formazione della suddetta associazione: corsi che si terranno la settimana prossima, per quattro giorni, nell’amena località di Sirmione. Ho chiesto innocentemente al mio interlocutore in cosa consistessero tali corsi: mi è stato spiegato che, pagando di tasca mia una quota, in quei quattro giorni “avrei imparato a tirare fuori il meglio di me stessa, tramite lavori di gruppo e giochi”. Mentre, dall’altra parte del telefono, mi si raccontava delle meraviglie di questi corsi, ho avuto un breve e psichedelico flash di me stessa sullo sfondo ridente di Sirmione, che urlo “sono una vincente”, inginocchiata in cerchio con altri dieci invasati. Ho detto di no, cercando di non ridere. Poi mi sono detta che forse ho qualche pregiudizio, che magari non dovrei parlare prima di vedere. Eppure - non so perché - proprio non mi ci vedevo a Sirmione, in preda ad invasamento bacchico, a tirare fuori il meglio di me stessa.