Piratesse mancate (nostalgiche riuscite)

Marzo 13, 2008

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Mi sono presa anche io una bella influenza, alla fine. L’ho fatta in piedi, senza smettere di andare e venire, ma anche la mia salute di acciaio si è piegata a questo marzo assurdo. Oggi, tanto per cambiare, c’era un sole quasi abbacinante, magliette per le strade, caldo impregnato nell’aria. Oggi, per l’ennesima volta, durante il viaggio, mi è venuta un’atroce voglia di mare. Credo di essere un pirata mancato: si spiegherebbero il mio non avere mai freddo, il rapporto viscerale con l’acqua, il rifiuto di portarmi dietro l’ombrello anche quando è palese, che pioverà (ma i pirati lo sapevano, cos’era un ombrello?). Sono giorni mordi e fuggi, questi: non faccio altro che correre da una parte e all’altra, questo fine settimana sarò per due volte a zonzo a parlare  – sforzandomi di non tirare fuori solo monosillabi – e soltanto stamattina ho avuto l’abbagliante epifania: devo cominciare a studiare seriamente. Però non lo faccio. Come al solito. Scrivere-rimuginare su scelte fatte-educazione a Eddie Vedder-cinema cavato fuori da libri. Poi domenica riparte la Formula Uno: da brava ragazza-maschio forse avrò la forza di alzarmi alle cinque del mattino per guardare la Ferrari. Intanto ieri ho compiuto vent’anni e mezzo: bisogna essere un po’ cretini per tenere il conto anche dei “mezzi”. Io, però, lo faccio da sempre: vent’ anni e mezzo, poi in vari test psicologici salta fuori sempre che mentalmente ne ho diciotto. Tra meno di un mese si vota e ho deciso di votare: comunque, soffocando la nausea. Silvietto (Berlusconi) l’altro giorno ha platealmente stracciato il programma del Pd: scena buffa, la settimana scorsa aveva sbraitato che il Pd l’aveva copiato proprio dal suo, il programma … Intanto, tra le buone cose di questa settimana, si annoverano: una bella lezione su Byron, mio sorella e io che smontiamo la Tatangelo siliconata per siliconata, una vaga prospettiva spagnola, una più concreta inglese, Vale che mi fa un bellissimo discorso su Umberto Galimberti e gioventù (bella testa bionda, altro che insipida), la stanchezza che non sento, qualcuno che – forse – reciterà qualcosa che ho scritto io. Per chi volesse sfruttare il mio buon umore, il numero di cellulare è reperibile presso la già citata (sotto) associazione culturale.