La quieta indisciplina del riordinare
Marzo 31, 2008
la quieta indisciplina del riordinare: ho spalancato ante, fatto scorrere cassetti, impilato mucchi sul parquet. Mi sono rivista in tutte le carte e le ossessioni. Perchè io sono quella che tiene tutto - dagli scontrini ai biglietti del cinema -, quella che non ha il coraggio di buttare via nemmeno i calendari passati (motivo per cui ha smesso di usarli del tutto da un po’), quella dei ritagli di giornale che hanno un decennio, e dei Corrieri Della Sera tenuti per intero solo perchè c’era un bell’articolo. Sono quella che mette ordine una volta ogni quattro mesi, leale alla filosofia del per far sparire il caos basta nasconderlo in armadi e cassetti. Un ordine apparente che dura al massimo dieci giorni, ovviamente. E sono quella che si affeziona alle posizioni dei libri, alla pagina del blocknotes rimasta aperta per più tempo, alle carte delle caramelle. La quieta indisciplina del riordinare ha in sè la nostalgia degli oggetti e l’irrazionalità delle persone: e scrivo questo stamattina, sul retro del volantino pubblicitario di una copisteria, durante la lezione del lunedì di Filologia Romanza, il professore con maglione arancione e capelli sale e pepe che parla di mutamenti fonetici e neogrammatica, e fuori nebbia, silenzio, tempo, polvere.
Pubblicato da aoirghe