Il Grande Spettacolo

Aprile 30, 2008

 

In questi giorni di malattia, io, il divano e la televisione siamo diventati una cosa sola.  

Grazie al telecomando ho esplorato il palinsesto quotidiano dei canali in chiaro, e il tutto è stato davvero molto istruttivo. Mi sono sciroppata il fantastico programma “Occhio alla spesa” – dove arzille donnette sbavano dietro a un presentatore baffuto e antipatico, il tutto coronato da improbabili canzoncine piene di consigli sulla spesa -, Alda D’Eusanio e i suoi ospiti strappalacrime, il ring di Forum – dove c’erano una nonna e un nipote diciottenne accusato di aver narcotizzato la vecchia per potere ospitare gli amici in casa! -, X-Factor con Simona Ventura che si atteggia da espertona musicale (?), le varie soap “Saint Tropez”, “Centovetrine” e “Beautiful” – piene di tradimenti, scambi di coppie, figli segreti, mamme che si fanno i generi, ect, ect – e, non ultimo, il grandissimo “My sweet sixteen” su Mtv, dove ricchissimi ragazzini americani organizzano immani feste di compleanno, facendo spendere ai propri (cretini) genitori centinaia di migliaiai di dollari – l’altro giorno c’era una sedicenne del Michigan, bionda, tonda ed ereditiera, il cui modello dichiarato era Paris Hilton -. Per non parlare di RTV, dove Cristina Chiabotto “conduce”, nuda, per la gioia di giovani e vecchi (ma io dico, sarà anche gnocca, però per voi maschietti non è un po’ offensivo? Come se per guardare un programma televisivo aveste bisogno per forza di un sedere e un paio di tette!), e tutti i vari tg, da Emilio Fede in brodo di giuggiole agli spiritosoni di Studio Aperto, che alternano notizie sulle stragi in Palestina a servizi riguardanti pinguini che ballano. Bello. Mi sono pure guardata gli scrutini del voto al Senato, dove un Andreotti curvo come il Gobbo di Notre Dame leggeva i nomi sulle schede, e le mani gli tremavano tutte: mi ha fatto venire tanta ansia che dopo un po’ ho dovuto cambiare canale. Fortuna che, su Rai Uno, c’era quel gran bellone di Michele Cucuzza e il suo eccitante “La Vita in Diretta”: dopo aver sentito l’intervista a una suora che gioca a calcio (wow …) e a un tipo che una volta fece i capelli a Raffaella Carrà (doppio wow …) mi sono addormentata, secca.


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Aprile 21, 2008

 

21 aprile 2008: un piovoso pomeriggio milanese, sbagliare la metro, l’incontro, un caffè in una libreria, parlare, crederci, firmare, essere felice, felice in un modo che non si sa, che non si può spiegare, prendere un treno al volo, vedersi riflessa nel finestrino e sorridere ebete mentre Milano scivola via, avere un esame il giorno dopo, non essere riuscita a studiare troppo, ma non pensarci molto, non pensarci affatto.

Essere felice perchè quello che ho scritto uscirà. Uscirà. Punto.


Hard Times (il mestiere di vivere, però, ho incontrato)

Aprile 17, 2008

 

 

 

Oggi giornata di sole, a Mantova, e di pioggia, a Lodi.

Ho avuto il piacere di discutere di sorti universali e problemi dell’umanità con sveglissimi bambini di quinta elementare, di sfogliare Pavese appena comprato vicino alla fontana di un parco con la ghiaia rossa e di pedalare sotto il diluvio senza sentire né freddo né stanchezza. È un aprile di fuoco, pieno di turning points. Intanto, forse, si andrà a Cardiff. E penso al fatto che, a quanto pare, per cinque mesi mi alzerò al mattino vedendo una baia e il mare, e che un po’ tempo lontano da qui sistemerà i miei rapporti con questo Paese. Sono intossicata, delusa, arrabbiata. La politica, oggi, ha l’ineleganza e il chiasso dell’ignoranza urlata, di una cecità voluta. Eppure esiste, e non posso fingere che non sia così. Mi tiro fuori dagli Italiani che hanno scelto i tempi che avremo, e anche se non so affatto chi sono – sigle, partiti, schieramenti – so con sicurezza chi non sono. Chi non sarò mai. Fortuna che tra poco si corre in Liguria, gli esami sono agli sgoccioli e la parole escono sempre senza difficoltà. Fortuna che, forse, ho incrociato un’ombra simile alla mia, di cui cucio i sorrisi, le battute, le somiglianze. Il mio roteare ha rallentato, si è aggrappato al profilo accennato di qualcuno che appena conosco, e tanto sembra capace di non farmi scappare. Per ora basta.

Penso alla Liguria, al Galles, a Roma.

Alle mie storm-mates Ele, Ari, Vale, Anna, Ila: quelle di Sergio Cherubini, di  Navarro Balsamo, di “era a lezione di gaelico” e di nero cervino. Alle valchirie dei chiostri di Pavia – una, in particolare, piena di riccioli e voglia (che non aspetta altro che esplodere) di venirmi a trovare a Cardiff – .

A F, educatore umano, politico e fantascientifico.

E a C., che forse. Forse.

 


L’Italia s’è …

Aprile 14, 2008

 

 

Oggi ho solo voglia di espatriare. 


Orinatori Senza Ritegno

Aprile 7, 2008

 

Voglio dedicare questo post ad alcuni soggetti che, ultimamente, allietano spesso i miei tragitti in macchina/pullmann, sulle varie tangenziali e statali: gli Orinatori Senza Ritegno.

In effetti, mi capita con una certa regolarità di notare – immersa nell’umida campagna padana – uomini dell’età più varia che, posteggiata la macchina sul ciglio della strada, orinano beatamente davanti a tutti. Sono maschi, of course, perché le donne, pur non di non farsi vedere mentre fanno pipì, sarebbero capaci di immergersi in una roggia. Uomini giovani e non che, slacciati i pantaloni, se ne stanno sulla strada a orinare, perfettamente visibili da tutti, la portiera della macchina aperta e lo sguardo perso nei tersi cieli.

Tutte le volte resto senza parole.

Zip che si abbassa, canna dell’acqua fuori, zip che si rialza e macchina che riparte. E noi vediamo tutto.

Ora: non so se sono stata semplicemente vittima di un’ondata improvvisa di priapismo locale, oppure se, a tutti gli effetti, fare pipì davanti a decine di automobilisti sia diventato un nuovo sport.

Comunque sia, non ci tengo proprio a vedere gli idranti sbandierati per strada alle sette e mezzo del mattina, quando ancora la colazione mi va su e giù e vedere uomini che pisciano sarebbe l’ultimo dei miei desideri.

 


Precious Moments

Aprile 3, 2008

 

Mettiamo Damien Rice che canta “Hallelujah” in tributo a Leonard Cohen, a New York, Rock and Roll Hall of Fame, lo scorso 10 marzo.

Cioè. Dico solo questo.

“Baby I have been here before
I know this room, I’ve walked this floor
I used to live alone before I knew you.
I’ve seen your flag on the marble arch
Love is not a victory march
It’s a cold and it’s a broken Hallelujah”