Hard Times (il mestiere di vivere, però, ho incontrato)

Oggi giornata di sole, a Mantova, e di pioggia, a Lodi.
Ho avuto il piacere di discutere di sorti universali e problemi dell’umanità con sveglissimi bambini di quinta elementare, di sfogliare Pavese appena comprato vicino alla fontana di un parco con la ghiaia rossa e di pedalare sotto il diluvio senza sentire né freddo né stanchezza. È un aprile di fuoco, pieno di turning points. Intanto, forse, si andrà a Cardiff. E penso al fatto che, a quanto pare, per cinque mesi mi alzerò al mattino vedendo una baia e il mare, e che un po’ tempo lontano da qui sistemerà i miei rapporti con questo Paese. Sono intossicata, delusa, arrabbiata. La politica, oggi, ha l’ineleganza e il chiasso dell’ignoranza urlata, di una cecità voluta. Eppure esiste, e non posso fingere che non sia così. Mi tiro fuori dagli Italiani che hanno scelto i tempi che avremo, e anche se non so affatto chi sono – sigle, partiti, schieramenti – so con sicurezza chi non sono. Chi non sarò mai. Fortuna che tra poco si corre in Liguria, gli esami sono agli sgoccioli e la parole escono sempre senza difficoltà. Fortuna che, forse, ho incrociato un’ombra simile alla mia, di cui cucio i sorrisi, le battute, le somiglianze. Il mio roteare ha rallentato, si è aggrappato al profilo accennato di qualcuno che appena conosco, e tanto sembra capace di non farmi scappare. Per ora basta.
Penso alla Liguria, al Galles, a Roma.
Alle mie storm-mates Ele, Ari, Vale, Anna, Ila: quelle di Sergio Cherubini, di Navarro Balsamo, di “era a lezione di gaelico” e di nero cervino. Alle valchirie dei chiostri di Pavia – una, in particolare, piena di riccioli e voglia (che non aspetta altro che esplodere) di venirmi a trovare a Cardiff – .
A F, educatore umano, politico e fantascientifico.
E a C., che forse. Forse.
Aprile 17, 2008 alle 11:36 pm
bella donnina, ti voglio bene
Aprile 18, 2008 alle 9:20 am
Bel post, e grazie di aver fatto scomparire la foto sotto.
A proposito di politica, mai letto Gulliver? Ne ho messo un pezzo qui
ciao
Aprile 18, 2008 alle 12:42 pm
alla fine Cardiff?! Ross, ti stimo tantissimo!
Aprile 18, 2008 alle 5:02 pm
grazie
Sì, Cardiff, è stata una bella lotta (vs Leicester e Reading), ma il mare, la chiesa dove è stato battezzato Roald Dahl e il Millenium Stadium hanno vinto su tutto.
Aprile 18, 2008 alle 9:29 pm
quanta magia in una parola normale come “forse”…
Aprile 19, 2008 alle 9:00 am
ma come faccio senza ross cinque mesi?! bella la baia, il mare, roald (lo sento così così esclusivamente nostro..) portaci un pezzetto di me.
dovrò ricaricare le pile di te nella piccola parentesi ligure che ci aspetta a fine esami..
mi piace storm-mates. e anche quel forse lì, tutto timido a fondo pagina.
Aprile 22, 2008 alle 9:56 pm
beh, con quel nome lì, che sembra un rutto, o un rantolo, in Galles avrai sicuramente successo! io però preferisco la Spagna!
Aprile 23, 2008 alle 7:08 am
sono arrivata a quel punto nel libro! e ora capisco tante cose… ma davvero Dahl è stato battezzato a Cardiff? E’ uno dei miei autori preferiti!
Aprile 23, 2008 alle 8:55 am
Sì! La sua famiglia ha vissuto per un po’ a Cardiff, prima di trasferirsi in Inghilterra!
e Aoirghe NON sembra un un rutto …