Inserito da: aoirghe | Luglio 12, 2008

Il diritto di morire e il dovere di tacere

 

Un bel giorno, tutti loro chiuderanno le bocche.

 

Un bel giorno, tutti loro capiranno che il rispetto vale più di ogni dogma, convinzione e, perché no, Dio.

 

Che la dignità è l’unica cosa che possiamo possedere davvero.

 

Nota di cronca, ennesima tragedia: Eluana, in coma da più di dieci anni senza alcuna speranza di tornare a vivere, potrà finalmente morire.

 

Potrà abbandonare lo stato vegetativo in cui da tanto tempo è tenuta in vita (nel significato più semantico e generico di “vita”), potrà liberarsi di tubi, apparecchi, stanze d’ospedale, di un corpo che non le appartiene più.

 

Chi le ha voluto bene e la ama tuttora smetterà di piangere la sua sofferenza: di vederla così, mutilata, legata a lenzuola immobili, vuota di sé.

 

E allora mi chiedo, per l’ennesima volta, dove sta il peccato, nella cessazione di tutto questo dolore, dove sta l’atto inumano, dove sta lo scempio.

 

Quando per me, l’unico vero scempio è questo parlare grezzo e dozzinale: questa ottusità, tutta umana, di preti, politici e uomini che pretendono di sapere.

 


Risposte

  1. Ben detto!!

  2. non ho bisogno di aggiungere nulla, io e te la pensiamo sempre troppo uguale.

  3. non so, ila…
    anche il tuo parere può essere inteso come quello di chi “pretende di sapere”. questione di punti di vista.
    perché CHI sa davvero come sta una persona in quella situazione?
    i macchinari tecnologici? infallibili, se non fosse che sono progettati e utilizzati dall’uomo.
    i medici? che magari sono del tipo di quelli che asportano il seno a una ragazzina dodicenne per un tumore, quando non ne ha, di tumori?
    tu hai ragione. tu hai torto. io ho ragione. io ho torto. tutti hanno ragione, tutti hanno torto.
    quello che spero, davvero, è di non vivere abbastanza da vedere una legge che permetta di far scegliere ai parenti. perché dai casi “disperati” poi ci si allargherà a quelli “praticamente disperati”, poi a quelli “quasi disperati”, poi a quelli “abbastanza disperati”… etc., etc.
    fino ad arrivare a staccare la spina della suocera operata di appendicite che, però, ha un po’ rotto i coglioni.

  4. io non mi arrogo la facoltà di sapere nulla, per l’amor del cielo. Dico solo questo: se una persona, in vita, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, lascia detto di preferire una spina staccata a un’agonia senza possibilità di ripresa … ecco, perchè non rispettare in pieno questa volontà? Perchè arrogarsi il diritto di dire che no, è peccato, è sbagliato? Perchè non posso essere padrone della mia vita, anche nella morte? E i parenti: se sanno, se conoscono i desideri lasciati dal proprio caro, perchè non possono compiere quell’ultimo atto d’amore?
    E’ questo, che non capisco e non capirò mai.
    E che non condividerò mai.
    :-)

  5. già.
    ma chi, in vita, ne parla in maniera davvero seria e articolata, tanto che i suoi parenti possano dire: “sì, ha chiesto, scritto e testamentato di volere la spina staccata”?
    e chi mi dice che quello che tu, padre, dici, è vero?

    anch’io potrei averlo detto così, tanto per dire, ma allora devo far sapere a tutti di aspettare un attimo che, forse, magari, non so, ci ripenserei…

    discorso che potrebbe andare avanti all’infinito, dimostrando che hai ragione tu, ho ragione io, abbiamo torto tutti e due.

  6. Visto che sono pigro, ti posto qui il link una cosa che avevo scritto un po’ di tempo fa sul mio vecchio blog e che esprime il piccolo grande dubbio che mi attanaglia quando si parla di questioni come aborto ed eutanasia…

    http://www.marsellus.ilcannocchiale.it/post/449898.html

    Ciao ciao ciao

    Fra

  7. Sarebbe tutto molto più semplice se non avessimo l’ingerenza della Chiesa ogni “santo” giorno! Buona parte dei problemi in Italia (e non solo) sono dovuti a questo: non è un dogma cattolico che mi deve dire quello che è giusto o sbagliato, per questo ho già la Ragione. Molti precetti cattolici combaciano, come è ovvio, con la ragione, ma il resto è solo un mezzo per mantenere e far crescere l’egemonia sul mondo che la Chiesa continua ad avere da oltre 2000 anni, perchè crede di possedere l’unica verità sull’esistenza umana!


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