“Che cosa mai abbiamo fatto di giusto, di buono – per meritarci voi. I pomeriggi della nostra infanzia vi appartengono. E anche le mattine di quando eravamo malati o c’era lo sciopero delle maestre. Che cosa avremmo fatto senza di voi, che ci portavate la pizza bianca, spessa e stopposa, verso le dieci e mezza, e ci ungevamo le mani di olio guardando i telefilm di Italia1 e le televendite dei materassi Eminflex – ma di quanti materassi ha bisogno l’Italia. E in televisione c’erano I Robinson e Vicky, la bambina robot. Il pomeriggio Kiss me Licia e Stilly lo specchio magico, la voce di Cristina D’Avena, Ok il prezzo è giusto con Iva Zanicchi. Siamo cresciuti con le minestre delle nonne e i pomeriggi delle reti Fininvest. Siamo diventati grandi ascoltando le vostre storie sempre uguali, le sempre-storie della vostra vita – i dettagli che l’età non ha spazzato via, quelli rimasti ancorati all’ippocampo. Le storie erano belle anche la centesima volta, anche quando sapevamo come finivano – variavano per sfumature sottilissime, quasi impercettibili: particolari aggiunti o negati. Ma abbiamo fatto sempre poche domande, troppo poche. Adesso vorremmo chiedervi dei vostri padri che leggevano l’”Avanti!” o morivano nei pozzi, delle loro mani, quando le baciavate, di quanto in fretta avete smesso di essere giovani, e quali sogni avevate. Vorremmo chiedervi perché da vecchi gli esseri umani sembrano tutti più buoni, e perché le pieghe di una ruga riescono a nascondere i peccati e le crudeltà di una vita (abbiamo saputo tardi – non avremmo voluto – qualcosa che vi avrebbe rese ai nostri occhi meno assolute e infallibili, capaci anche di meschinità e di silenzi ostili, di gesti bruschi e di cattiverie, ma poi abbiamo dimenticato tutto, mentre cominciavate a rimpiccolirvi, a curvare la schiena, docili, contro i colpi della vecchiaia e delle sue ere infami, della sua evoluzione al contrario – homo sapiens che torna ominide anteriore, più spento e ingobbito, con occhi persi, sensibile solo al volo delle mosche).”
Paolo Di Paolo, Raccontami la notte in cui sono nato





incantevole..
Da: fabrizia su Settembre 2, 2008
alle 5:23 pm
vero? ed è anche un grande romanzo: te lo consiglio!
come stai?
un bacione!
Da: aoirghe su Settembre 8, 2008
alle 6:45 pm