Anna ti amo 6 strana

 

Ci passo quasi tutti i giorni, scivolando sull’asfalto bollente, ma l’ho notata solo adesso. Quella scritta, rossa e irregolare, sul muro scalcinato di una cascina che sembra dismessa, appena dietro un paio di alberi e un pugno di verde: Anna ti amo 6 strana. Non è stato tanto il ti amo, a farmi pensare, ma la parte successiva: 6 – sei – strana. Mi sono chiesta, mentre l’autobus superava la curva e la scritta restava oltre il finestrino, alle mie spalle, che cosa volesse dire: Anna io ti amo, e corro a scrivertelo su un muro scrostato che costeggia la statale per Pavia – la statale più dritta e calda del mondo – ma poi, chissà perché, ci aggiungo quelle due parole, appena sotto. Sei strana, Anna, e te lo voglio scrivere, come se fosse indissolubilmente legato al fatto che ti amo. Non c’è nemmeno un punto o una virgola, tra il ti amo e il 6 strana: cosa significa? Che ti amo perché sei strana? Oppure ti amo ma, ahimè, sei anche strana? Qualcuno, giustamente, potrebbe osservare che, invece di affaticarmi la mente con queste questioni esistenziali, potrei forse impiegare il mio tempo da pendolare in un modo più costruttivo. Studiare, magari. O scrivere, leggere, ascoltare musica. Non avrebbe tutti i torti. Però, quell’ Anna ti amo 6 strana, in mezzo all’afa spessa di un viaggio che a volte fa pensare troppo, si è ritagliato un suo spazio. Ci penso, al fatto di amare esseri strani. Strano è un parola che usiamo quando non sappiamo definire, ma in realtà definisce in modo netto proprio l’indefinibile: non riesco ad afferrarti, ma non perché tu sia un pazzo o un erotomane o un nostalgico balbuziente, no, tu sei solo strano. Come Anna. Che è strana, e forse non capita del tutto, ma amata: amata in un modo così forte ed esagitato da richiedere una dichiarazione pubblica; per noi tutti che ci passiamo davanti, a quella cascina dai muri scrostati, noi che dobbiamo saperlo, che c’è qualcuno che ama un’Anna strana. Intanto è estate, un luglio caldo e amaro: ci stiamo riprendendo i ventilatori, le piscine con i moscerini galleggiante, infradito e birre gelate e treni che cuociono sui binari. È estate, e all’angolo di una striscia d’asfalto che sembra pennellata da Dio – ma in versione molto svogliata – è passato qualcuno che ama Anna. È passato, forse di notte, forse alle luci ibride di una luna e di una torcia, forse ubriaco, forse pieno solo di paura e di colore rosso. Ha scritto e se n’è andato, e Anna è amata sotto gli occhi di una statale intera, ma è anche strana. Amore. Tra le tracce dell’ultimo tema di maturità ce n’era anche una sull’innamoramento e l’amore (in Catullo e in altri autori): non l’hanno scelta in molti. In tanti hanno preferito raccontare i social networks, e un po’ di Svevo. Cosa avrei fatto io, cosa avreste fatto voi, cos’avrebbe fatto chi ha scritto Anna ti amo 6 strana. Definisce Wikipedia: l’innamoramento è un complesso di sentimenti e di comportamenti proprio degli esseri umani caratterizzato dal forte coinvolgimento emotivo associato a un’intensa attrazione sessuale. Altro abbozzo di definizione: una notte torno a casa, le tre e mezza di una notte piena di zanzare e dolcezza; guido, in sottofondo la radio bassa e qualche cicala; provo emozioni strane. Emozioni ferite, emozioni istintive. L’innamoramento è un salto di pozzanghera quando hai le scarpe pesanti, ma non te ne frega niente. Alla definizione di Wikipedia, forse preferisco questa.

pozzangh

~ di aoirghe su Luglio 4, 2009.

3 Risposte to “Anna ti amo 6 strana”

  1. quoto in pieno la tua definizione, di gran lunga più eloquente di quella di wiki :)
    sai che me l’hanno detto (anna ti amo sei strana)? però l’ho apprezzato, strana è tutto quello che hai detto tu, qualcosa che non sta nelle definizioni, qualcosa che vuoi afferrare ma in fondo non ci riesci del tutto, e ti fa tendere continuamente verso una maggiore comprensione. quindi io la trovo una parola bellissima, e credo anche tu.
    a proposito, sulle scale del sottopassaggio per andare all’inps campeggia invece la seguente scritta: “annina sta bene/ sola/ e sbronza”. proprio in versi, come una poesia disperata. me l’analizzi tu? :)

  2. Una mia amica ancora si lamenta perché un suo compagnuccio di classe delle medie non si è voluto mettere con lei dicendole: “No perché tu sei troppo strana”.
    Non è che poi c’ha ripensato, ha capito che gli piacciono quelle strane, s’è trovato ’sta Anna e le ha fatto quella dedica?

  3. Arrivo un po’ in ritardo ai leggere i tuoi post…ma questa cosa della pozzanghera con le scarpe pesanti mi piace talmente tanto che te lo voglio scrivere qua!
    anche se mi ha fatto un po’ sorridere, chi mi conosce sa che il paragone con me non reggerebbe…perchè non ho capito come, ma con qualsiasi paio di scarpe io nelle pozzanghere ci finisco sempre. Eppure tutte le volte ci riprovo “stavolta la salto”…mah, forse l’amore è talmente pazzo che ècapace anche di farti saltare la prossima pozzanghera, anche se hai ancora i piedi umidi per quella appena passata!
    bah..

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