Io non mi sento italiana

Luglio 19, 2009

 

Quest’uomo, in quattro minuti, ha spiegato un’angoscia che sento da quando ho cominciato a ragionare:

Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po’ sfasciato.
E’ anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che è tutto calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c’è un’aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.

Sicilia+Leonard Cohen

Maggio 19, 2009

 

Pre-partenza siciliana: fa caldo, caldissimo, come al solito mi sento un satellite in perenne orbita, tanto per citare Eddie Vedder. Adesso mi aspettano sette giorni nella terra degli aranci: presentazioni, belle città, mare e, soprattutto, amici che riabbraccio dopo due mesi. Mi lascio alle spalle quest’afa da pianura più che volentieri, tra poco sarà tempo d’esami e scelte, e intanto continuo a scrivere, con un certo languore, devo dire. Avrei tanta voglia che certe distanze si dimezzassero e che certe malinconie si attutissero un po’: si tratta di aspettare, mi dicono, e forse sto diventando pure brava, ad aspettare. In pieno umore Leonard Cohen, vi lascio una poesia che mi ronza per la testa da un po’: si chiama Folk Song, viene dalla primissima raccolta di Cohen, “Let us compare Mythologies” (Confrontiamo i nostri miti), finalmente pubblicata in Italia dalla Minimum Fax.

 The ancient craftsman smiled

when I asked him to blow a bottle

to keep your tears in.

And he smiled and hummed in rhythm with his hands

as he carved delicate glass

and stained it with the purple

of a drifting evening sky.

But the bottle is lost in corner of my house.

How could I know you could not cry?

 

Il vecchio artigiano sorrise

quando gli chiesi di soffiare una bottiglia

per tenervi dentro le tue lacrime.

E sorrideva e canticchiava a tempo con le mani

nel modellare il vetro delicato

e lo macchiava del colore purpureo

di un errabondo cielo serotino.

Ma la bottiglia si è persa in qualche angolo di casa.

Come potevo sapere che non eri capace di piangere?

 

voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
con i pianoforti a tracolla vestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l’Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avevate voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo

Zanzare e Vampiri

Ottobre 29, 2008

 

Ascoltare.

Stuck by this river

Ottobre 21, 2008

 

 

Here we are

Stuck by this river,

You and I

Underneath a sky that’s ever falling down, down, down

Ever falling down.

 

Through the day

As if on an ocean

Waiting here,

Always failing to remember why we came, came, came:

I wonder why we came.

 

You talk to me

as if from a distance

And I reply

With impressions chosen from another time, time, time,

From another time.

Mai azzurra e lucente

Settembre 11, 2008

 

 

Dove corrono dolcissime le mie malinconie.

Non-post/2

Agosto 20, 2008

 

Per una serie di profondissime ragioni, questo non-post è fratello di quello di sotto, solo la sua faccia più gioiosa e menefreghista. Avrei potuto assecondare riflessioni e poesia, e postare Oasis/De Andrè/Leonard Cohen. E invece no: oggi ho solo voglia di Checco Consoli. Enjoy it.

 

 

 

« Ciò che ognuno fa con il proprio pene o il proprio sedere o qualunque altra cosa è così sommamente irrilevante in senso morale. È ciò che facciamo con le nostre personalità e alle altre persone che conta »

 (Stephen Fry)

 

Ciò che ci è stato tolto

Giugno 29, 2008

 

“Piango di lui ciò che mi è tolto,

le braccia magre, la fronte, il volto,

ogni sua vita che vive ancora,

che vedo spegnersi ora per ora.

 

Figlio nel sangue, figlio nel cuore,

e chi ti chiama – Nostro Signore -,

nella fatica del tuo sorriso

cerca un ritaglio di Paradiso.

 

Per me sei figlio, vita morente,

ti portò cieco questo mio ventre,

come nel grembo, e adesso in croce,

ti chiama amore questa mia voce.

 

Non fossi stato figlio di Dio

t’avrei ancora per figlio mio”.

 

 

 

 

 

Inginocchiata non c’è modo di essere libera

Sollevando una tazza vuota, chiedo silenziosamente

Che tutte le mie destinazioni accettino quella che sono io

Così posso respirare …

Cerchi si espandono e ingoiano le persone per intero

Per metà delle loro vite dicono buonanotte a mogli che non conosceranno mai

Ho una mente piena di domande e un insegnante nella mia anima

Così va la vita…

Non avvicinarti di più o dovrò andarmene

Certi posti mi attraggono come la gravità

Se mai ci fosse qualcuno per cui restare a casa

Saresti tu …

Tutti quelli che incontro, in gabbie che hanno comprato

Pensano a me e al mio girovagare, ma io non sono mai quella che pensavano

Ho la mia indignazione, ma sono pura in tutti i mei pensieri

Sono viva …

Vento tra i capelli, mi sento parte di ovunque

Sotto il mio essere c’è una strada che è scomparsa

A notte fonda sento gli alberi, stanno cantando con i morti

Sopra di me …

Lascia che mi occupi io di trovare un modo di essere

Considerami un satellite, in orbita per sempre

Conoscevo tutte le regole, ma le regole non conoscevano me

Garantito.

 

eddie vedder, guaranteed